Tipo di sentiero
E
Quota di partenza
1060 m
Quota di arrivo
1763 m
Dislivello positivo
780 m
KM totali A/R
circa 11 km
Descrizione
L’escursione al Monte Cerano e Poggio Croce si trova nel territorio compreso tra la Val Strona e la Val Corcera, sulle pendici del Monte Massone.
Con quest’itinerario raggiungeremo due tra le cime più panoramiche della zona: da qui lo sguardo spazia sui laghi Orta, Maggiore e Mergozzo, oltre che sulla Val Grande, il Mottarone, i bacini lacustri di Varese, la catena del Monte Rosa. Nelle giornate più terse si riescono a scorgere perfino la città di Milano con i suoi grattacieli.
La partenza dell’itinerario è prevista all’Alpe Quaggione, a 1160 m, raggiungibile comodamente in auto. Si può salire da diversi punti, io ti consiglio di salire da Omegna, sul Lago d’Orta.
Dal Quaggione si seguono le indicazioni che conducono, prima su strada asfaltata e poi su sentiero, verso il Monte Zuccaro, il primo dei “tre gobbi”, come vengono definite le tre cime di oggi.
Il sentiero, dopo aver tagliato a mezza costa il pendio con dolci saliscendi, si immerge poi in una bellissima faggeta. Uscendo dal bosco le pendenze si fanno via via più impegnative, ma si guadagna un panorama eccezionale.
Continuando a salire sulla dorsale erbosa, si giunge ben presto a 1702 m, sulla croce panoramica del Monte Cerano.
Da qui lo sguardo si getta sui laghi Orta e Maggiore ed è possibile seguire chiaramente il corso del fiume Toce con la sua piana alluvionale, che nel corso del tempo ha separato il piccolo lago di Mergozzo dal bacino del Maggiore.
E’ ben visibile anche il Montorfano, che si erge isolato nella piana di Verbania.
Proseguendo il percorso, si raggiunge con pendenze ora più dolci la sella erbosa che conduce poi a Poggio Croce, con una breve ed ultima faticosa salita. Da qui lo sguardo si volge alla vicina Val Grande, l’area di “wilderness” più ampia d’Italia.
Scegliamo di scendere sul versante opposto, fino a raggiungere i resti degli alpeggi e pascoli dell’alpe Cappella, Morello Sopra e Spanero. Qui si scoprono le testimonianze di un mondo contadino e pastorale che ha abitato queste montagne fino a pochi decenni prima.








