$45
/person
E
1200 m
1664 m
570 m D+
circa 6 km
Inserita all'interno del Parco Naturale Alta Valsesia, la Val d'Otro rappresenta una meta escursionistica di medio-bassa difficoltà, con itinerari che si snodano tra pascoli, boschi di larici e antichi nuclei abitativi di origine Walser, offrendo scorci panoramici sul massiccio del Monte Rosa e sulle cime circostanti. Ci troviamo appena sotto i 1700 metri di quota, e l'itinerario è percorribile in ogni stagione. La Val d'Otro è composta da sei frazioni di origine Walser: Felleretsch, Follu, Tschukke, Dorf, Scarpia e Weng.
La nostra escursione in Val d’Otro parte dal centro del paese di Alagna Valsesia, a 1191 m, un borgo di origini Walser fondato attorno alla fine del 1200.
Lasciate le auto negli ampi parcheggi poco prima del paese, ci dirigiamo a piedi verso il centro di Alagna e raggiungiamo l’Unione Alagnese, dove parte il sentiero.
Seguendo il sentiero num. 203, si percorre la bella mulattiera nel bosco che, con pendenze piuttosto costanti, giunge in breve alla caratteristica fontana in pietra, sulla quale sono presenti le incisioni degli antichi casati alagnesi. Qui si trova la deviazione con il sentiero num. 203a per Dsender e i Laghi Tailly.
Qui si trova anche un cartello che indica la presenza di una vecchia pista da sci, la pista Belvedere: negli anni ‘50 Otro era infatti collegata al paese di Alagna tramite un’ovovia che partiva dall’attuale Piazza degli Alberghi, ed era sede di un piccolo comprensorio sciistico, di un albergo e di un modesto noleggio di attrezzatura.
La salita ci conduce poi agevolmente in circa 30 minuti alla piana di Otro, e più precisamente in frazione Follu, dove incontriamo l’Oratorio dedicato alla Madonna della Neve, a 1664 metri di quota.
Qui è presente anche il caratteristico Rifugio Zar Senni, che ci accoglie con piatti tipici.
Proseguiamo ancora qualche centinaio di metri più avanti, dove si trovano le frazioni Felleretsch, Tschukke, Dorf, Scarpia e Weng.
Le architetture walser ci raccontano ancora moltissimo della vita comunitaria e ci riportano indietro nel tempo, un tempo che però si respira ancora tra il legno di larice e la pietra di cui sono composte.
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